Associazione culturale "La Ramona"

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Suggestiva serata di musica e canto a San Pietro in Trento di Ravenna

La Zerbinati e Cavazzin incantano

Servizio di Attilia Tartagni

VILLA RAMONA (RA) - Davide Burani, docente d’arpa e concertista, nativo di Modena, è un musicista con straordinarie doti di comunicatore. Innamorato del suo strumento che definisce “un pianoforte verticale” non perde occasione per spiegarne le prerogative e quello che non riesce a fare con le parole lo fa con la musica, governandolo da maestro . L’arpa è uno degli strumenti più antichi, ma anche quello che ha subito le più straordinarie innovazioni, come l’arpa cromatica voluta dai compositori espressionisti affinché la loro musica si caricasse di suggestioni speciali proprio come la pittura si carica di colori.

Burani ha già fatto parecchie apparizioni in Romagna, conquistando il pubblico dovunque. L’ultimo successo l’ha strappato venerdì 11 luglio a San Pietro in Trento, nel ravennate, nel giardino della splendida Villa Ramona, felice connubio di architettura e vegetazione secolare; la villa è dominata da un altissimo cancello in ferro battuto che si spalanca una sola volta d’estate per uno spettacolo destinato alla popolazione locale grazie al lavoro del comitato cittadino. L’arpista Davide Burani, il violinista Francesco Bonacini, il soprano (di coloritura) Daniela Zerbinati e il tenore Diego Cavazzin hanno incastonato l’armonia strumentale e operistica in questa seducente cornice.

Risultato: arie meravigliose eseguite singolarmente e in coppia accompagnate dai due strumenti, intervallate da esecuzioni solo strumentali di grande impatto emotivo, pubblico incantato. Tre esempi canori. Nell’ Aria di Olympia , che richiede virtuosismo e doti di attrice, la Zerbinati si è mutata in una bambola ricaricabile che fa scintille vocali, abbandonandosi a sperticati gorgheggi fino a scaricare le batterie (pardon, le molle) afflosciandosi su se stessa senza vita. Si tratta della prodigiosa invenzione dei “Racconti di Hoffmann” musicati nel 1851 da Jacques Offenbach, altrimenti detto il piccolo Mozart degli Camps Elisées.

Il tenore Diego Cavazzin, che in Cina ha contratti fino al 2023, ha sillabato perfettamente ogni parola mantenendo intatta la seduzione del canto in Nessun dorma dalla "Turandot" di Giacomo Puccini che molti tenori schivano sistematicamente.

Tacendo tutte le altre meraviglie, con un autentico colpo di teatro, lei sul palco, lui che avanza fra le fila di pubblico come un ardente innamorato desideroso di ricongiungersi con l’amata, a due voci hanno eseguito la romanza Musica proibita di Stanislao Gastaldon. Ottima la performance del violinista Bonacini che ha toccato l’apice in Oblivion di Astor Piazzolla e sorprendenti gli incanti d’arpa modulati da Burani con quelle mani “senza fine” che sembrano volare sulle corde, passando al barocco Haendel al flamenco di una giovane compositrice, un fascino che è proprio dell’arpa e si sposa bene con il cielo stellato di una sera di luglio, nell’incantevole cornice di Villa Ramona.

 

 

 

 

 

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